Archivi categoria: organizzazione industriale

PIAGET, LA LOGICA E L’ESPERIENZA ( Lo sviluppo dell’ intelligenza secondo Piaget ) E. Petaccia

1.Percepire e giudicare

Possiamo immaginare che esista un momento della conoscenza il cui il mondo viene appreso così com’è, senza le distinzioni introdotte dal giudizio, un momento in cui soggetto e oggetto, invece di distinguersi e contrapporsi, quasi sembrano identificarsi. A rigore di discorso, in casi di questo genere non si dovrebbe parlare nemmeno di conoscenza, che è giudizio, dunque concetti e dicendo concetti, si debbono intendere asseverazioni sulla base di analisi e sintesi e non identificazione di ogni cosa in una in distinzione che tutto agguagli. Ma siccome questo primo e ingenuo contatto col mondo viene di solito ignorato dove si parla di ‘scienza’ può essere utile averne ameno ricordato l’esistenza. L’intervento del pensiero concettuale con le sue tendenze a distinguere qualità da qualità cosa da cosa, il soggetto  dall’oggetto percepito,  e quindi ad organizzare il materiale delle percezioni,  rappresenta un passaggio necessario per  fare di un’intuizione quasi  confusa col sentire ,qualcosa di chiarito e comunicabile a se stessi e agli altri, chiarito proprio perché comunicabile. Con questo si viene a far dipendere la conoscenza, che ci era sembrata la conseguenza di un contatto diretto di un soggetto con la natura e la natura stessa, anche dai mezzi culturali che il primo mette all’opera per giudicare di questo rapporto, dunque dalla sua dipendenza dalla società nella quale vive e ne ha ricevuto gli influssi attraverso l’educazione e il continuo rapportarsi con i suoi simili.(Continua…)

IL MODERNO PROBLEMA DELL’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO ( La natura ipotetica e sperimentale della tecnica ) ( E. Petaccia )

1. Distinguere tra il lavoro come attività della persona  che, seguendo propri corsi di pensiero e applicando le abilità acquisite, cerca di soddisfare un qualche suo bisogno e il lavoro come attività sociale costituisce soltanto un’introduzione al nostro problema, un’introduzione che, a volerla prendere troppo sul serio, potrebbe risultare del tutto fuorviante. Perché né il lavoro individuale è sino in fondo tale, servendosi esso di mezzi e cognizioni che sono il risultato della storia, né il lavoro sociale, per quanto cosciente del suo valore d’assieme, può pensarsi ignorando gli interessi delle persone concrete che, a vario titolo e nelle varie posizioni di responsabilità, vi concorrono. Individui e organizzazioni sono forzati a convivere perché se soltanto entrando nella sfera di attività delle organizzazioni gli individui possono soddisfare alcuni loro desideri, a loro volta le  organizzazioni, se vogliono mantenersi vitali,  debbono evitare  di trasformare le persone in macchine che si mettono in moto soltanto su ordine di qualche superiore. D’altra parte, l’organizzazione rappresenta una componente necessaria della vita moderna perché soltanto essa può concepire e portare a effetto piani che l’individuo si dovrebbe limitare ad immaginare. (Ved. articolo…)

ADRIANO OLIVETTI.L’UOMO, LE IDEE, L’IMPRESA( di E. Petaccia)

 

Adriano Olivetti nasce nel 1901 ad Ivrea. Il padre Camillo, ingegnere socialista, dimostra di possedere fiuto di imprenditore quando inizia l’attività di costruttore di apparecchiature per le  misure elettriche in un’epoca in cui l’industria elettrica stava diventando una dei settori trainanti dei moderni sistemi industriali. Doti di preveggenza confermate quando nel 1908 fonda, sempre ad Ivrea,  la Ing. C. Olivetti & C per la produzione di macchine per scrivere, quando il lavoro d’ufficio abbandonava la scrittura manuale per passare a quella meccanica….(Continua…)